Angelo Bucarelli

Certamente il merito ha il suo merito. E la società non può che progredire se ad esso dà lo spazio per esprimersi. Il problema è come quella società sia capace di farlo emergere e come lo integri nella sua complessità. Tutti gli esseri umani hanno un merito (e meritano), magari modesto e in un ambito modesto, ma lo hanno. Rispettarlo e farlo fiorire dovrebbe essere il dono che la civiltà offre ad ogni persona. Ma certamente non è così, il mondo nel gigantismo delle sue dimensioni e velocità, insegue quelle che crede siano le sue convenienze, perdendo pezzi preziosi e creando una moltitudine di ultimi a cui tutto è negato.

A loro è dedicato questo lavoro di Francesca Cesaroni, un’artista matura e che ha intrapreso il suo percorso espressivo dopo avere frequentato anche professionalmente i meandri del pensiero umano come psicanalista. Una formazione che le dà una notevole forza contenutistica e che lei trasmette alla materia con grande sicurezza plastica. Per farci partecipi della deriva civile in cui l’umanità sembra precipitare Cesaroni sceglie una rappresentazione corale eppur muta da quello scomparire la bocca nella terra: 33 teste, immerse nel suolo fino a metà volto, con gli occhi ben aperti, scrutanti il mondo e sfidando l’indifferenza che spesso permea le dinamiche sociali contemporanee. “ULTIMI“, si erge come una potente testimonianza visiva e simbolica della condizione di chi è privato di voce e visibilità, spesso di vita.

L’artista sceglie con consapevolezza l’argilla cruda e la sua povertà, proprio quella stessa materia che simbolicamente la Bibbia mette nelle mani di Dio per dare vita all’umanità. La plasma e la “impiastriccia” con una patina come un fango rituale e primitivo imprimendo così significati ad ogni gesto dell’opera. Il linguaggio, eterna ricerca dell’arte, qui non è più solo formale, è intrinseco al contenuto.

Cesaroni non limita l’atto artistico all’oggetto, lo spinge più in là, in una vera performance degna di Marina Abramovich, lo completa con un gesto di generosità personale capace di stimolare una tensione collettiva offrendo al suo lavoro e a se stessa un ruolo da protagonista nell’agire amplificato e reso reale dalla potenza di Emergency.

L’ arte ha compiuto il suo ruolo: sorprendere, riflettere, comprendere, agire: la decisione di considerare questi “ULTIMI” come parte integrante della nostra umanità è veramente nelle nostre mani.

L’installazione è costituita da una moltitudine di volti realizzati in argilla cruda e patinata, tutti pezzi unici realizzati dall’artista. In vendita ad un prezzo simbolico, interamente devoluto ad EMERGENCY.


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